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Dove è nato il vermouth
Nel 1786 Antonio Benedetto Carpano mise a punto a Torino il vermouth, nella sua bottega davanti al Palazzo Reale, in piazza Castello: un vino aromatizzato con erbe e spezie.
Nel corso dell’Ottocento il vermouth diventò la bevanda dell’ora che precede la cena. Nel 1863 nacque a Torino la Martini & Rossi, che l’anno dopo portò la produzione a Pessione, alle porte della città.
L’ora del vermut
L’usanza ha anche un nome: «l’ora del vermut». Nell’Ottocento, circa un’ora prima di cena, nei caffè torinesi si beveva il vermouth accompagnato da piccoli piatti chiamati «piat ’d rinforss»: olive, acciughe, peperoni sott’aceto, salumi.
Anche il tramezzino, oggi immancabile al bancone, secondo una targa del Caffè Mulassano in piazza Castello fu inventato lì nel 1926.
Il Vermouth di Torino, oggi
Dal 2017 «Vermouth di Torino» è un’indicazione geografica riconosciuta con decreto del Ministero dell’Agricoltura; dal 2019 esiste un Consorzio di tutela. Il disciplinare prevede che sia prodotto in Piemonte, a partire da vini italiani, con l’artemisia come pianta aromatica caratteristica.
Il modo classico di berlo, secondo il decalogo diffuso da Turismo Torino e dal Consorzio: freddo, intorno ai 10 °C, con o senza ghiaccio, liscio con una scorza di limone o d’arancia, oppure nei cocktail.
E il bicerin?
Il bicerin è spesso associato a Torino, ma non è un aperitivo: è una bevanda calda di caffè, cioccolato e crema di latte, legata a un caffè storico nato nel 1763 davanti al santuario della Consolata. Le fonti non lo collegano all’aperitivo.





